Avviso
Le foto e le descrizioni qui proposte si riferiscono ad una
cotta con anelli completamente rivettati, in contrasto con quanto
affermato nella prima parte (anello centrale rivettato e gli altri 4
costituiti da anelli interi, senza congiunzioni). Nulla toglie comunque
di seguire le modalità e i consigli esposti, aggiustandoli con
il metodo sopra menzionato e congruente con i reperti rinvenuti.
Gli attrezzi
La figura seguente mostra una serie di attrezzi per la
realizzazione di una autentica cotta rivettata, compatibile con il
tipico modello medioevale rivettato a cuneo dell’Europa Occidentale
(medieval Western-European wedge rivet type). Cioè il rivetto di
ferro è sagomato come un piccolo cuneo e non con la classica
punta arrotondata. Gli attrezzi nella figura costano circa 230 €, spese
incluse (si consiglia di contattare l’autore dell’articolo per il loro
acquisto). Il set è composto da:
- Pinza per forare (A)
- Pinza per il montaggio (B)
- Tenaglia (C)
- Attrezzo per l’appiattimento (D)
- Un pezzo di cotta rivettata (E)
- Una striscia sottile di ferro (F)
- Una piccola scorta di rivetti (G)
- Un avvolgimento di ferro (H)
- Cinque anelli temprati (J)
- Cinque anelli appiattiti (K)
- Cinque anelli appiattiti e perforati (L)
Bisogna tenere a mente che gli utensili venduti, prima di
essere spediti, sono stati oliati per prevenirne la ruggine. Si
consiglia quindi di ripulirli con uno straccio, inoltre nelle prime ore
di utilizzo lasceranno le mani sicuramente molto sporche!!
Altra cosa: alcuni attrezzi (nel caso specifico l’attrezzo per
l’appiattimento e la tenaglia) potrebbero essere leggermente diversi
dal modello che appare nella foto.
Si comincia
Questo è molto importante: non si deve cominciare ad
usare subito i nuovi attrezzi. Se si vuole produrre una cotta di buona
qualità, allora bisogna prima conoscere esattamente quello che
si sta andando a fare e come farlo. È quindi tempo di studiare!
Ci sono cinque fasi per la realizzazione degli anelli:
- Anelli intonsi sulla bobina
- Anelli tagliati dopo la tempra
- Anelli appiattiti
- Anelli forati
- Anelli rivettati
Ora si faccia bene attenzione a tutte queste fasi di
produzione. È bene realizzare un esempio per ogni fase, da
confrontare con i modelli di riferimento presenti nel set di attrezzi
venduto. Lo stesso dicasi per i rivetti.
L'avvolgimento
Per prima cosa è necessario realizzare gli anelli. Gli
attrezzi sono stati scelti per essere usati su del filo di ferro di
diametro 1,2 mm, a basso contenuto di carbonio (in poche parole un
acciaio).
Non bisogna però usare un acciaio inossidabile o un
filo ricco di carbonio (tipo ghisa), questi metalli infatti sono troppo
duri e potrebbero rovinare gli attrezzi. Del semplice filo da giardino
è più che sufficiente. La maggior parte di questi
è galvanizzata (cioè ricoperta con lo zinco), ma
non rappresenta un problema. Ultimo accorgimento: non usare spessori
maggiori di 1,3 mm o minori di 1 mm.
L’avvolgimento può essere realizzato adoperando un
apparecchio simile a quello della figura sopra. Una semplice barra di
ferro inserita in una struttura di legno. Si inserisce il filo in una
piccola fessura perforata con un trapano nella barra e si gira. Si
ottiene una lunga spirale. Un esempio è inserito nel set di
attrezzi (H). È stato avvolto attorno ad una barra di 10 mm di
diametro.
Attualmente si sta dibattendo sulla dimensione più
verosimile del diametro interno degli anelli, queste discussioni spesso
degenerano. È un fatto che gli anelli più piccoli
richiedano maggior lavoro rispetto a quelli più grandi, e
perciò saranno più cari. Se si vuole indossare una cotta
pregiata (da centurione o alto ufficiale), allora bisogna optare per
gli anelli piccoli. Se invece ci si accontenta di averne una comune da
semplice soldato, allora si possono usare anelli più grandi. La
dimensione scelta dall’autore per gli attrezzi è abbastanza
grande, ma sufficiente a produrre una gradevole tessitura, ideale per
il soldato comune. Questa scelta inoltre rende meno gravoso il processo
di apprendimento per la realizzazione della cotta rivettata, molto
differente dalla maglia fatta semplicemente combaciare.
L'uso della tenaglia
Una volta prodotte le bobine, si può procedere al
taglio degli anelli, usando la tenaglia (C). Osservando la foto a
sinistra si può osservare un piccolo foro alla sua
estremità, che permetterà agli anelli di sovrapporsi dopo
essere stati tagliati. L’ideale è una sovrapposiozione di 4 mm.
Funziona in questo modo: si porta la bobina nella
estremità della tenaglia fino a farla sporgere di circa 4 mm. Il
pezzetto dell’estremità tagliata con la tenaglia si
toglierà dalla bobina. Si va avanti con questa procedura fino a
che non si producono abbastanza anelli.
La tempra
Ora si può procedere con la tempra, processo necessario
per addolcire l’acciaio. Il calore cambia la struttura cristallina del
metallo, rendendolo più malleabile. Vale a dire meno fatica ad
appiattire e perforare gli anelli. Senza questo espediente si
potrebbero rovinare gli attrezzi!!
Ci sono molto stratagemmi per temprare gli anelli, un esempio
potrebbe essere un bruciatore a propano (come mostrato nella foto a
sinistra).
Si dispongono gli anelli su un filo di ferro e li si
arrostiscono con la fiamma. Essi cominceranno a diventare
incandescenti. Conviene puntare ad un colore vicino al giallo e
mantenerlo il più a lungo possibile (più calore
c’è, meglio è), al massimo per qualche minuto. Se si
utilizza del filo di ferro galvanizzato, si osserverà che lo
zinco comincia a bruciare. Bisogna fare attenzione a non inalare i fumi
prodotti, conviene allora procedere in una area ben ventilata.
Altra cosa importante è aver cura di lasciarli
raffreddare lentamente!! Non si devono buttare nell’acqua o nell’olio.
Basta tenerli all’aria aperta, possibilmente in ambiente secco, e dopo
pochi minuti si possono tranquillamente toccare.
Un altro espediente per la tempra degli anelli potrebbe essere
questo: su delle braci ardenti. L’autore usa un vecchio fornello. La
foto a destra mostra come fare. Si mettono gli anelli in un anello di
acciaio costituito da quattro barre che li contengono. Si lasciano
ardere nel fornello per circa 15 minuti e dopo si lasciano raffreddare
lentamente. Recentemente l’autore usa i fornelli della propria cucina
per temprare i propri anelli.
Appiattimento
Adesso si comincia a fare sul serio. Si procede
all’appiattimento degli
anelli temprati!! Questo tenendo a mente 4 cose:
- L’attrezzo per l’appiattimento;
- Una superficie di acciaio (un’incudine o qualsiasi profilo
di acciao
abbastanza spesso);
- Un martello, preferibilmente da 1 kg;
- Abilità e buon senso (SOPRATTUTTO!!).
Si tiene l’attrezzo per l’appiattimento con la mano,
mantenendo la
parte più spessa sul fondo. Lo si piazza sopra ad un anello,
chiaramente su una superficie di lavoro adatta. Si preme l’attrezzo
sopra, spingendo sul fondo più spesso.
Lo si colpisce con il
martello, cercando di mantenere fermo l’attrezzo per l’appiattimento.
Se questo viene fatto correttamente, l’attrezzo non si muoverà.
Al contrario invece questo salterà quando verrà colpito
dal martello con il risultato di appiattire l’anello in maniera non
uniforme. Il trucco sta nel cercare di colpire con il martello
l’attrezzo ortogonalmente, e nel dare un colpo secco.
Dopo aver colpito l’attrezzo si dovrebbe ottenere il risultato
sperato:
un anello appiattito. Conviene confrontare l’anello ottenuto con quello
spedito con il kit. Se non si è ottenuta la corretta
sovrapposizione si può gettare via l’anello, dal momento che
è inutilizzabile. Se invece l’appiattimento non è
sufficiente, allora lo si colpisce di nuovo.
Attenzione: la corretta esecuzione della battitura è
MOLTO
importante. Se il martello non colpisce la testa dell’attrezzo
perpendicolarmente e questo si muove, allora quell’anello dovrà
essere
scartato. La pratica è di importanza fondamentale.
Perforatura
Dalla padella alla brace: si vanno ora a praticare i buchi
sugli
anelli!! Si prende la pinza per forare (A) e una discreta
quantità di anelli appiattiti. Da osservare che il buco
perforato è rettangolare e non rotondo, questo perché si
deve aver cura di piazzare l’anello in una posizione corretta sulla
pinza. La foto mostra come.
Bisogna posizionare la punta della pinza al centro della
sovrapposizione. Nello stringere la pinza non si deve applicare una
forza
eccessiva!!
Basta una normale e costante pressione. Molte volte si sente la punta
che attraversa la sovrapposizione. Questo può essere avvertito
come uno “schiocco”, più simile ad una sensazione che ad un vero
e proprio rumore. Non appena lo si sente, non si deve continuare a
farlo passare! La punta deve appena bucarlo, non perforarlo
completamente.
Non bisogna mai colpire la pinza con un martello per
agevolare la formazione del buco. La forza della mano è
più che sufficiente, inoltre conviene usare solo acciaio a basso
contenuto di carbonio. Perché le estremità della pinza
potrebbero rompersi o scheggiarsi, essendo fatte di acciaio incrudito,
potrebbero facilmente danneggiarsi se usate non correttamente.
Perciò prestare attenzione!
I rivetti
Il divertimento continua: è giunto il momento di
realizzare
qualche rivetto!
Si prende la tenaglia ( C ), l’unico attrezzo usato per fare i
rivetti. La si adopera per due differenti azioni. I
rivetti vengono prima tagliati da un pezzo appiattito di filo di
ferro di 1,5
mm. Il filo deve essere temprato prima dell’appiattimento, per rendere
la procedura suddetta un po’ più facile. Lo stesso appiattimento
si può eseguire con un martello sopra ad una incudine o qualche
altra superficie adatta (la stessa usata per appiattire gli anelli).
Questa procedura non è semplice, è necessario possedere
una buona abilità con il martello. Tuttavia si può
prendere spunto dal pezzo di ferro appiattito (F) inviato con il kit.
E’ anche possibile tagliare le estremità da una lamina
di
acciaio anzichè da un filo appiattito.
Si presti particolare attenzione ai rivetti presenti nel set
di
attrezzi inviato. L’angolo all’estremità del cuneo triangolare
è importante, conviene memorizzarlo. Il cuneo che si
andrà a tagliare deve possedere lo stesso angolo. I migliori
risultati si possono ottenere solo prendendo come riferimento l’angolo
ottuso del filo appiattito (R). Si faccia attenzione che il punto R
tocchi le estremità delle tenaglia e che formi un triangolo
immaginario. Allora si può procedere al taglio, cercando di
evitare che il pezzo non vada in giro per la stanza.
Il montaggio dei rivetti
E ora, si parla del rivetto!!
Si usa la pinza per il montaggio (B) osservandola per bene. Il
disegno mostra la sezione trasversale, si possono scorgere due
concavità: una molto profonda e l’altra meno. Entrambe hanno una
specifica funzione nel processo di unione per ribaditura. La più
profonda viene usata per prima, poi segue l’altra.
Si prende un anello perforato e un rivetto. Con delicatezza si
pone il
rivetto nel buco dell’anello.
Ora nella pinza per il montaggio (B) si mette l’anello con il
rivetto
dentro il buco più grande. Fatto questo si stringe la pinza: il
rivetto si incastrerà nel buco dell’anello. Qui si possono
vedere due diversi punti di vista.
E questo dovrebbe essere il
risultato reale:
Finalmente è giunto il momento di creare il rivetto
vero e
proprio. La parte sporgente del rivetto deve essere schiacciata. Questo
lo si fa con la concavità meno profonda della pinza per il
montaggio. Non si deve usa la forza bruta, come un pesante martello.
Basta una mano ferma e solida. Se si decide di usare un martello per
sistemare il rivetto, allora non conviene usare sicuramente una mazza
da 200 grammi. Si può ricorrere ad un colpo leggero sulla pinza,
la sporgenza triangolare deve essere completamente schiacciata,
lasciando una piccola sporgenza o cupola.
E questo dovrebbe essere il risultato finale. Sfortunatamente la figura
non è troppo chiara. L’importante è tuttavia che la
cupola si sia formata solo su un lato, lasciando l’altra parte
virtualmente piatta. Molte cose infine posso andare per il verso
sbagliato durante il processo di ribaditura. L’errore più comune
avviene quando il rivetto a forma di cuneo si piega anziché
schiacciarsi. La regola d’oro in questi casi è pratica, pratica
e pratica. Se si prova per 100 volte si potranno anche produrre solo 20
anelli
decenti. Non bisogna allarmarsi, si migliorerà strada facendo.
Ora l’autore è in grado di sbagliarne 1 o 2 ogni 100.
Ecco fatto!! Come realizzare in proprio una magnifica e autentica cotta
di maglia.
Prossimamente
Prima di passare ad un nuovo argomento, terminerò la
parte
dedicata alla Lorica Hamata, con un ultimo articolo di
approfondimento. Si tratta della traduzione di una interessante ricerca
che cerca di analizzare, partendo dai ritrovamenti archeologici, la
tecnologia legata alla costruzione della cotta di maglia, soprattutto
in periodo romano e tardo medioevale.
Le fonti
Changelog
- (01/04/2006) Traduzione ed impaginazione