Introduzione
La cotta di maglia era l'armatura "standard" prima dell'introduzione
della lorica segmentata ed è rimasta in uso tra gli ausiliari e
i legionari per tutto il periodo imperiale. Non si conosce la
proporzione tra hamata e segmentata durante il primo secolo dopo Cristo
ma è accettabile che alcuni legionari la vestano durante le
ricostruzioni. La cotta di maglia era usata anche da: i vexilliferi
(portainsegne), i signiferi (portabandiera), i musicisti ed anche i
centurioni, oltre alle truppe ausiliarie.
La cotta romana era fatta in ferro, con anelli di diametro minore di 3,2
mm, usando il modello denominato “4 in 1”.
In genere, metà degli
anelli usati per confezionarla erano privi di giunzioni (cioè forati da fogli di metallo o tagliati da del
filo e saldati in modo da chiudersi), mentre il resto era unito
mediante ribaditura. Il primo tipo era rudemente quadrato nel profilo
trasversale, cioè la differenza tra il diametro interno ed
esterno dell'anello era la stessa e non più grande dello
spessore. Invece il filo per gli anelli chiusi per ribaditura potrebbe
essere rotondo (di solito) o ad angolo retto.
Molti credono che
alcuni anelli di cotta romana venissero chiusi semplicemente
congiungendo le due estremità, ma un’analisi più
approfondita dei frammenti sopravvissuti non ha rivelato alcuna prova
concreta di questa convinzione. C'è invece la prova che
gli anelli fossero stagnati o anche dorati!
Descrizione
La cotta tipica è senza maniche o ha maniche corte
(circa 12,7 cm) e si estende fino a metà coscia. Il raddoppio
della spalla, plasmato come un rettangolo che tocca il fondo a forma di
“U”, è attaccato alla schiena da una sola fila di anelli. Questo
raddoppio può essere abbellito ai lati con del cuoio sottile
(28-85 g) che è piegato sopra i bordi e cucito attraverso. Su
più ricostruzioni moderne il raddoppio è legato al corpo
da una fila di anelli lungo l'orlo più basso e posteriore, ma
due cotte romane rinvenute in Britannia hanno piccole fibbie rivettate
nella parte posteriore, presumibilmente per assicurare il raddoppio di
spalla.
Per rivettarlo al centro del torace si usano un paio di ganci
di ferro o d'ottone sagomati a S, che fanno da gancio sopra ad un
bottone o un chiodo a capocchia larga sulle due falde. Per la
cavalleria ausiliaria ed alcuni ufficiali, il raddoppio della spalla
è più che un capo circolare, congiunto al corpo attorno
all'apertura del collo. Durante la fine del primo secolo poi molti
ausiliari cominciarono a indossare delle maglie di ferro (shortsleeved
mail) senza raddoppi di spalla, sebbene il raddoppio si vede ancora sui
legionari del monumento di Traiano di Adamklissi. Gli orli a zig-zag
visti sulla colonna Traiana potrebbero essere solamente una convenzione
artistica.
I migliori ganci del torace e chiodi a capocchia larga sono
stampati dall'ottone, ma ci sono altre possibilità. I chiodi a
capocchia larga possono essere fatti semplicemente da dischi rivettati
sul posto, non ermeticamente ma con della lunghezza extra sull'asta del
rivetto. Si possono utilizzare anche bottoni di ottone solido o di
peltro ed è probabile che qualche tipo di chiodo a testa grande
possa funzionare.
Sembra che i romani non si confezionassero su misura la loro
cotta ma si limitavano ad aggiungere o sottrarre anelli dalle file per
adattarla alla loro corporatura. Dal momento che si doveva naturalmente
adeguare al corpo, esistevano loricae hamatae di differenti taglie che
andavano bene a gruppi diversi di soldati, anche senza la
necessità di realizzarle su misura.
Osservazioni
Per
le riproduzioni è preferibile usare anelli con un diametro
interno di
circa 5 mm ed un diametro esterno di 7 mm. Il limite massimo per il
diametro esterno sembra essere di 10 mm, ma per i nostri scopi è
anche
accettabile un diametro esterno di 13 mm. In genere si usa del filo
d’acciaio di calibro 16 per le riproduzioni, sebbene un filo più
sottile possa essere preferibile per degli anelli più piccoli o
uniti
per ribaditura. Anelli fatti combaciare sono accettabili, ma al momento
sono da considerare poco aderenti alle testimonianze pervenuteci. La
cotta rivettata è disponibile da molti fornitori, potrà
sembrare anche assurdo ma in alcuni casi appare migliore una cotta
fatta male e completamente rivettata
rispetto ad una ben fatta alternando anelli solidi ad anelli uniti per
ribaditura...
Nota bene: la cotta non implica solo ed
esclusivamente l’elmo di coolus! Questo è uno stereotipo
moderno, infatti, tutti gli elmi di tipo imperiale-gallico o italico
sono accettabili.
E’
necessario indossare un subarmalis tra la lorica e la tunica. Non solo
per mantenere la tunica pulita, ma è stato dimostrato che
un’imbottitura rigida è essenziale per permettere alla cotta di
esprimere tutto il suo potenziale protettivo. Infatti, se la cotta
è fatta a regola d’arte e correttamente imbottita è
estremamente difficile tagliare o rompere qualsiasi anello durante una
tipica battaglia, sebbene naturalmente sia possibile ferire
l’indossatore senza passare attraverso la cotta.
La galvanizzazione protegge il metallo dalla ruggine,
specialmente durante la costruzione, poi si rimuove, quando la maglia
è finita, per conferirle un aspetto più autentico (la
galvanizzazione di zinco non è come la stagnatura!).
La rimozione può essere fatta lasciando la cotta
in un bagno d’aceto per 12-24 ore al massimo, così da fare
evaporare l’idrogeno. Si deve sciacquarla MOLTO BENE per
rimuovere completamente l'aceto, farla asciugare quanto possibile, e
lubrificarla contro la ruggine. Si può usare anche l'acido
della batteria, così come il cloridrico o muriatico (utilizzato
in genere per pulire le piastrelle). Oppure si potrebbe far
rotolare la cotta in un barile di sabbia, sebbene diventi molto sporca.
Un trucco per evitare di avvolgere e tagliare il filo per
formare gli anelli è comprare 9-14 Kg di rondelle piccole,
metà normali e metà divise. Questo metodo è
più costoso ma molto più rapido. Le rondelle compatte
possono essere usate in alternativa alle file degli anelli ricavati
dall’avvolgimento del filo.
Esempi
Il primo, sulla sinistra, è stato fatto da Erik D. Schmid. È il più eccellente e può essere
considerato un tipico esempio di cotta romana, con anelli appena sotto
i 7 mm (diametro esterno). Gli anelli rivettati sono fatti da un
filo a sezione rotonda appiattito leggermente.
L'esemplare
a destra è stato donato da Arthur Hendrick. Gli
anelli punzonati sono di circa 11 mm di diametro esterno e 8 mm di
diametro interno, e sono approssimativamente spessi 1,5 mm. Gli
anelli rivettati sono fatti da del filo di ferro di 1 mm in diametro.
Erik puntualizza che gli anelli sono troppo grandi per essere tipici
romani, e le loro estremità si sovrappongono destra sopra
sinistra; mentre tutti gli esemplari romani che lui ha visto hanno una
sovrapposizione sinistra sopra destra. Comunque sono più
che accettabili per le rievocazioni!
Qui viene mostrato un pezzo di cotta realizzata da
Matthew Amt con anelli semplicemente congiunti. Il filo è
di calibro 16, e gli anelli sono circa 12 mm di diametro esterno e 9,5
mm interno (il filo è stato avvolto su una verga di 8 mm di
diametro).
Tutti i pezzi sono fatti con il modello "4 in 1", anche noto
come internazionale o europeo. Ogni anello è collegato ad
altri 4, 2 sopra e 2 sotto, ma mai insieme ad un altro nella stessa
fila orizzontale.
Adamklissi o Adamclisi
Villaggio della Romania, nella Dobrugia, 55 km a ovest di Costanza. È l'antica Trophaeum Traiani,
di cui si conservano resti di mura costantiniane e basiliche romane e
paleocristiane, che prendeva il nome dal vicino grandioso monumento,
eretto a ricordo del trionfo di Traiano sui Daci. Il trofeo di Adamklissi, a
pianta circolare, è noto soprattutto per la decorazione delle
metope, con scene della guerra dacica, e dei merli, con figure di
prigionieri, tipici esempi di arte provinciale. Le sculture sono
attualmente conservate nel museo di Adamklissi; ne sono visibili i
calchi sul grande monumento ricostruito sui resti del basamento
originale.
Prossimamente
Nella seconda parte si tratterà più in dettaglio la
realizzazione della Hamata, verrà spiegato come costruire
l'avvolgi filo di ferro in spirali e il modello "4 in 1" con alcuni
utili consigli per il corretto confezionamento e posizionamento delle
strisce di anelli.
Le fonti
- Matthew R. Amt, HANDBOOK FOR LEGIONARIES, (http://www.larp.com/legioxx/)
- AA. VV. Grande Enciclopedia De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1995
Changelog
- (09/03/2002) Traduzione, conversione delle unità di misura
nel SI ed impaginazione della guida omonima di Matthew R. Amt, HANDBOOK FOR LEGIONARIES
- (28/01/2006) Seconda stesura, revisione ed aggiornamento